martedì 28 febbraio 2012


Nazionali - Il Brasile non brilla ma batte la Bosnia: Hernanes in campo poco più di un'ora

28.02.2012 23:07 di Marco Valerio Bava   articolo letto 216 volte
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Il risultato c’è, la prestazione meno. Il Brasile batte la Bosnia 2-1 nell’amichevole giocata a San Gallo, lo fa grazie ad un autogol di Papac al 90’ e al termine di una partita equilibrata. La squadra di Susic si è difesa bene, ha giocato di rimessa, pagando la serata non memorabile di Dzeko, ha imbrigliato il Brasile che si è affidato molto, se non solo, alle giocate dei singoli. E’ evidente che Menezes è ancora lontano dal trovare la quadratura del cerchio: la sua Seleçao è lenta, offre una manovra poco fluida, lascia poco spazio allo spettacolo che è, da sempre, tratto distintivo dei verdeoro. Al 4’ ci ha pensato l’asse Blaugrana-blanca del Brasile a confezionare l’1-0: azione insistita di Dani Alves e assist per l’accorrente Marcelo che, con un diagonale di sinistro, ha battuto Begovic. Al 13’ ecco la risposta della Bosnia: Dzeko ruba palla a Sandro a centrocampo e lancia Ibisevic che, prima punta David Luiz, poi batte un incerto Julio Cesar con un destro non proprio irresistibile. La partita è lenta, vive di fiammate improvvise come quella del 20’ in cui Hernanes sfiora il raddoppio ma Spahic salva a pochi passi dalla linea. La ripresa è noiosa, il Brasile non riesce a trovare il varco giusto nell’attenta difesa bosniaca, sfavorito anche da un Ronaldinho impalpabile e da un Neymar sottotono. La Bosnia ci prova in contropiede, ma né Dzeko, né Misimovic inquadrano la porta. Al 90’ la beffa: Hulk crossa teso al centro, Papac devia nella sua porta e Menezes esulta. Il ct verdeoro, però, al di là del risultato ha poco di che essere soddisfatto. Per fortuna della Seleçao, il 2014 è ancora lontano.
LA PARTITA DI HERNANES - In un Brasile non certo scintillante, ha fatto fatica a brillare anche una delle stelle più luminose: Hernanes è riuscito a esprimere la sua classe a tratti, la sua partita ha vissuto di acuti improvvisi ma isolati, non ha trovato continuità di rendimento nei 68’ in cui è rimasto in campo. Il Profeta è stato schierato da interno destro nel 4-3-3 disegnato da Menezes e questa è la causa principale della prestazione poco incisiva del centrocampista laziale. Come abbiamo imparato a vedere in biancoceleste, Hernanes è giocatore che ama muoversi centralmente, a ridosso delle punte, fatica e non poco quando è costretto a giocare largo. Attenzione, la prestazione è stata sufficiente, in particolare per l’impegno mostrato e la dedizione ai compiti che gli ha ritagliato il ct. Hernanes ha anche sfiorato il gol al 20’ del primo tempo e poi al 23’ della ripresa, cioè pochi secondi prima di lasciare spazio ad Hulk. Sessantotto minuti non memorabili per il numero 8 della Lazio, ma utili per consolidare il suo ruolo in questa nazionale e per entrare nei meccanismi del tecnico. Il Profeta, ora, è pronto a tornare a Formello, per la gioia di Reja e di tutti i sostenitori biancocelesti.

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