lunedì 27 febbraio 2012


Reja guarda solo avanti: "Con Lotito ottimo rapporto. Conta solo la Lazio... Non si possono fare pronostici sul derby"

27.02.2012 14:48 di Luca Capriotti   articolo letto 139 volte
Fonte: Luca Capriotti-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato, direbbe Battisti. La vittoria contro la Fiorentina ha rafforzato le pretese biancocelesti al terzo posto, che si prefigura sempre più come una sfida a due con l'Udinese, con Roma e Napoli come possibili outsider. Il nodo è altrove, nelle scelte della dirigenza in merito alla guida tecnica, in una sola parola verte intorno al protagonista di una telenovela quantomeno insolita per chi siede al terzo posto, Edy Reja. Il tecnico ai microfoni di Zoom Lazio, su Lazio Style Radio, con voce roca, vittima degli urlacci della partita contro la Fiorentina: "Ho un'abbassamento di voce, ieri ho speso molto per quanto riguarda la voce, ma oggi recupero e da domani sono di nuovo pronto". Tutte le telecamere si sono dirette all'unisono verso il mister dopo il gol di Klose per spiarne l'esultanza, e non sono rimaste deluse. Il tecnico goriziano ha stretto i pugni, a denti stretti, ringhiando la sua euforia e la sua gioia: "Tutta la tensione precedente, una settimana travagliata, e  sapevo che aprire con un gol cosi ci dava sicurezza. C'è stata questa carica e questa manifestazione,  sentivo dentro se andavamo in vantaggio avremmo avuto i favori del pronostico".

IL PRESSING DELLE PREOCCUPAZIONI - La Lazio non ha mai sofferto, è sembrata limitare al minimo i danni, controllando una Fiorentina mai del tutto viva, mai del tutto intensa. La cura Delio Rossi se c'è non si vede, ma meriti bisogna anche attribuirli alla difesa, attenta e precisa in tutte le chiusure, sicura sui palloni alta, mai infastidita da Jovetic e compagni: "Avevo già visto a Madrid un'ottima reazione riguardo il pressing e accorciare gli spazi, che avevamo in passato trascurato. Da questo  punto di vista c'è stato un crescendo costante. L'aspetto difensivo dipende anche dall'attaccare con grinta. Se non resti passivo, giochi d'anticipo e con rabbia, la difesa risulta avvantaggiata. Nel secondo tempo hanno avuto il predominio del gioco, noi ci siamo arroccati dietro ma abbiamo subito solo un cross e un angolo, loro non hanno avuto nessun pallone davanti la porta. L'aspetto difensivo va migliorato, tocchiamo ferro e speriamo di continuare cosi".
A rubare la scena come sempre sono state le assenze e gli infortuni in rapida successione, che non sono mancati neppure ieri sera, a funestare il pre, il post, e lo svolgimento della partita. Il tecnico sa già di non avere Lulic al derby, assenza pesante, per corsa e qualità offensiva. Il bosniaco non ha sostituti all'altezza che ne possano sopperire il peso specifico: "L'ho visto stamattina a Formello, abbiamo parlato, non riesce neppure a piegarsi, speriamo non sia gravissimo, di sicuro non è infortunio leggero. Aspettiamo domani, non fasciamoci la testa prima che sia rotta. Non riusciva a camminare ieri, e dodici ore dopo sentiva dolore, era preoccupato anche lui, non solo io". Il derby non è in programma, per il bosniaco: "Per domenica non ci sono speranze nè miracoli possibili, a livello muscolare ci vogliono i loro tempi di recupero, bisogna fare la giusta riabilitazione, per non veder ricadute in questa fase del campionato".
Come se non bastassero le rughe di preoccupazione, in Nazionale il Brasile ha chiamato Hernanes, Tabarez nella Celeste Gonzalez e Loew non ha potuto fare a meno di convocare Miro Klose. Basta il minimo contrattempo, ed il derby sarebbe a rischio, e Reja incrocia le dita: "Sono un pò preoccupato, soprattutto per Gonzalez, che sta spendendo tante energie, correndo tanto. Mi auguro lo faccia riposare, e che stia in panchina. Klose non giocherà, è uscito con i crampi, Hernanes ha qualche problemino all'adduttore spero solo che si allenino, non giochino. Loro devono rispondere ed essere disponibili, speriamo ci
sia buonsenso da parte dei tecnici delle rispettive nazionali
".

ECCE DERBY - La partita delle partite. Attesa, invocata, temuta, cercata. La squadra ha già studiato il prossimo avversario, la Roma di Luis Enrique, in vista del prossimo match che può valere un'intera stagione: hanno visto la partita contro l'Atalanta in tv: "La Roma cerca di fare sempre la partita, fuori casa ha atteggiamento uguale identico a Roma, ma con le ripartenze concedono spazi. Propongono gioco offensivo, anche nelle zone laterali, e si scoprono. In questo modo se non concludi l'azione ti fai intercettare in linea mediana, esponendoti alle ripartenze sulle zone laterali. L'Atalanta porta molta velocità sulle zone late , e in questo periodo Denis vede la porta come pochi. Con due contropiedi l'Atalanta ha risolto il problema, soprattutto in fase iniziale". E cosi, ecce Derby. La partita delle partite, di cui già si sente il peso, l'onere e l'adrenalina, sarà caratterizzato dalle defezioni, non solo della Roma, ad ogni modo. In casa Lazio gli infortunati non mancano mai, e Reja lo sa bene: "Si sa benissimo che cosa sia il derby, l'ho vissuto, so che i pronostici non si possono fare, bisogna vedere la testa, gli episodi, ci son componenti che non puoi prevedere, non puoi sapere che partita verrà fuori. L'ho già detto vorrei vedere 11 leoni, loro sono veloci di esecuzione, tecnici, rapidi, a noi il compito di frenare le loro ripartenze. Totti e De Rossi sono i pilastri di questa squadra e danno esperienza ai compagni giovani. Mancano ancora 5 giorni ne parleremo più avanti".

DI DE ROSSI, DE LAURENTIIS, E ROSICATE VARIE - La lente d'ingrandimento del tecnico doveva necessariamente soffermarsi sul dilemma etico, filosofico, morale che percorre gli umori sull'altra sponda del Tevere: il caso De Rossi, il ritardatario. Reja liquida tutti con un lapidario: "Sono cose che possono capitare, ma ci sono regole e bisogna rispettarle". E poi, nostalgia canaglia. Il presidente De Laurentiis ha avuto parole di elogio per il suo ex tecnico, con cui il rapporto è rimasto buono: "Con Aurelio ogni tanto qualche battuta la faccio, gli devo fare i complimenti, perchè Napoli è De Laurentiis, da quando ha preso il Napoli nel giro di 6-7 l'ha portato dov'è ora. Abbiamo litigato anche noi spesso, in manie forte, ma lo ricordo con affetto, bisogna dire quel che si pensa anche in maniera forte, ma abbiamo un ottimo rapporto". E ancora, a Coverciano è stato premiato Guidolin con la panchina d'oro, Edy Reja l'anno scorso gli ha dato fino da torcere, capitolando solo all'ultima curva: "Da tanti anni fa un ottimo lavoro, e se lo merita. Penso che questa panchina sia andata all'uomo giusto, per come ha saputo quest'anno portare l'Udinese in Champions, io sto rosicando ancora".

CONTA SOLO LA LAZIO -  Il diktat societario è stato recepito, conta solo la Lazio. Il tecnico oggi si godrà una giornata di riposo, in compagnia della moglie: "Oggi finalmente una giornata serena, un pò di sofferenza l'ha avuta anche lei ieri. Oggi facciamo un giretto a Roma". Il tecnico è apparso comunque rilassato, dopo la tragicommedia andata in onda dalle parti di Formello: "Te lo posso dire sinceramente, vivo con equilibrio ogni situazione riguardo al calcio. Ci sono notizie, racconti anche non veri, ma io con il presidente ho un ottimo rapporto, al di là di qualche problema di qualche giorno fa. Per me le cose sono finite guardiamo al futuro e pensiamo solo alla Lazio". Obiettivo futuro, e basta. Quel che conta è il proseguio di stagione, la cavalcata verso l'Europa che conta, che non può, e non deve fermarsi. Mister Reja chiude la questione, si spera per sempre: "Noi abbiamo già chiarito le nostre cose, la questione da parte mia è chiusa, chiudiamola una volta per sempre. Pensiamo alla Lazio, abbiamo un cammino importante da percorrere con grande entusiasmo e determinazione, lavoriamo il più possibile, perchè questa squadra abbia un rendimento alto fino alla fine del campionato, questo è il nostro compito, ci dev essere entusiasmo e dobbiamo cercare di fare il massimo". Di certo, oltre al sostegno di molti tifosi e di gran parte dei giocatori, anche i risultati espressi fino ad ora, 78 partite e 40 vittorie, remano prepotentemente a favore del tecnico: "Un ottimo periodo da quando sono qui alla Lazio... Buono score! Il passato comunque conta poco, bisogna guardare alle partite che mancano, bisogna mantenere questa costanza di risultati. Da gennaio fino ad oggi in campionato abbiamo una media di 2 punti a gara. Sarebbe eccezionale mantenerla". Sembrano fugati i dubbi, allontanati malumori e disguidi. Quanto sia una tregua solo "di facciata", quanto sia destinata a durare, solo il tempo potrà dircelo, giudice imparziale come sempre. Ma quel che è certo, non ci sarà nulla in grado di guastare l'atmosfera che cresce nelle strade di Roma, nei rioni e nelle borgate. Profumo di derby, e vogliamo assaporarlo del tutto, con voluttà e passione, ansia e fiducia. Quel che conta, è il derby, come sempre crocevia, come sempre sogno e tremore del tifoso. La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato, e salza un vento tiepido d'amore, di vero amore. E di derby, naturalmente.

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