- Scritto da Damiano Stazi

La nostra avventura tra i derby che hanno fatto la storia della Lazio stavolta passa per un tifoso laziale
e romano che un giorno si ritrova a combattere per la sua maglia con l'aquila sul petto direttamente in
campo e non più sulle gradinate o fuori dagli stadi: Paolo Di Canio.
Quella di Di Canio è una vita estrema, un ragazzo dal carattere difficile cresciuto al Quarticciolo, quartiere
romano con profonde radici giallorosse e politicamente schierato a sinistra. Lui no, lui è laziale, è di estrema
destra, per sua stessa ammissione, il suo idolo, è Benito Mussolini e queste sue simpatie politiche gli creano
grossi problemi durante la sua carriera. Estremo fuori, Paolo è estremo anche dentro il terreno di gioco.
Nella stagione 1988-89, la Lazio naviga in zone tranquille di classifica, ma tre sconfitte la fanno precipitare in
zona retrocessione col derby alle porte.
romano con profonde radici giallorosse e politicamente schierato a sinistra. Lui no, lui è laziale, è di estrema
destra, per sua stessa ammissione, il suo idolo, è Benito Mussolini e queste sue simpatie politiche gli creano
grossi problemi durante la sua carriera. Estremo fuori, Paolo è estremo anche dentro il terreno di gioco.
Nella stagione 1988-89, la Lazio naviga in zone tranquille di classifica, ma tre sconfitte la fanno precipitare in
zona retrocessione col derby alle porte.
Il 15 Gennaio 1989, con i lavori che stanno rendendo l'Olimpico un cantiere aperto, si gioca un derby
attesissimo. Infatti erano tre anni che si aspettava questa partita, perchè la Lazio, retrocessa nel 1986 non era
più risalita in Serie A. Lo stadio è pieno. La partita è dura, risse sfiorate, interventi pericolosi, ma al 25'
è proprio il ragazzo del Quarticciolo a cambiare la storia di quel derby: Acerbis sulla sinistra serve Rubén
Sosa, che quasi ad occhi chiusi mette un pallone al centro che taglia la difesa romanista e sul quale si avventa
Paolo Di Canio in corsa, gran botta di destro al volo e Tancredi è battuto. Sullo slancio, Paolo scavalca i
tabelloni e punta dritto verso quello spicchio giallorosso con l'indice alzato in segno di sfida. E' il suo primo
gol in A, indimenticabile. La Lazio vince 1-0 ma Paolo avrà vita difficile, soprattutto nel suo quartiere per
quel gesto che aveva reso celebre anche Giorgio Chinaglia, suo idolo sportivo.
attesissimo. Infatti erano tre anni che si aspettava questa partita, perchè la Lazio, retrocessa nel 1986 non era
più risalita in Serie A. Lo stadio è pieno. La partita è dura, risse sfiorate, interventi pericolosi, ma al 25'
è proprio il ragazzo del Quarticciolo a cambiare la storia di quel derby: Acerbis sulla sinistra serve Rubén
Sosa, che quasi ad occhi chiusi mette un pallone al centro che taglia la difesa romanista e sul quale si avventa
Paolo Di Canio in corsa, gran botta di destro al volo e Tancredi è battuto. Sullo slancio, Paolo scavalca i
tabelloni e punta dritto verso quello spicchio giallorosso con l'indice alzato in segno di sfida. E' il suo primo
gol in A, indimenticabile. La Lazio vince 1-0 ma Paolo avrà vita difficile, soprattutto nel suo quartiere per
quel gesto che aveva reso celebre anche Giorgio Chinaglia, suo idolo sportivo.
Nel 1990 Paolo Di Canio viene ceduto alla Juventus e poi dopo tanto girovagare in Italia emigra in
Scozia e dopo in Inghilterra. La sua carriera sembrava finire così, malinconicamente lontano da casa e dalla
sua passione, la Lazio. Ma nel 2004, con l'avvento di Lotito, Di Canio torna a Roma decurtandosi
l'ingaggio. Dal giorno della presentazione è un count-down che porta al 6 Gennaio 2005,
il giorno del ritorno di Paolo Di Canio in un derby capitolino.
Scozia e dopo in Inghilterra. La sua carriera sembrava finire così, malinconicamente lontano da casa e dalla
sua passione, la Lazio. Ma nel 2004, con l'avvento di Lotito, Di Canio torna a Roma decurtandosi
l'ingaggio. Dal giorno della presentazione è un count-down che porta al 6 Gennaio 2005,
il giorno del ritorno di Paolo Di Canio in un derby capitolino.
La vigilia è carica di tensioni, soprattutto con Francesco Totti, capitano della Roma. Di Canio in campo
è accolto come il nemico di sempre dalla Curva Sud, ma come accade solo nelle favole la storia si ripete:
lancio lungo di Liverani, Di Canio al volo di destro batte Pellizzoli e poi va ad esultare nuovamente sotto la
Sud: "Io, sono stato io, sono stato ancora io". Il derby si trasforma in una corrida e frastornata la Roma
perde 3-1 grazie anche alle reti di Cesar e Rocchi e la Lazio torna alla vittoria in una stracittadina dopo 5 anni.
Quando esce dal campo Di Canio alza le tre dita al cielo mostrandole alla Tribuna Monte Mario ma soprattutto
alla Curva Sud e celebre è anche la
sua maglia con scritto: "Ci sono due modi per tornare da una battaglia: con la testa del nemico o senza la
propria". Paolo ci è tornato due volte con quella del nemico.
è accolto come il nemico di sempre dalla Curva Sud, ma come accade solo nelle favole la storia si ripete:
lancio lungo di Liverani, Di Canio al volo di destro batte Pellizzoli e poi va ad esultare nuovamente sotto la
Sud: "Io, sono stato io, sono stato ancora io". Il derby si trasforma in una corrida e frastornata la Roma
perde 3-1 grazie anche alle reti di Cesar e Rocchi e la Lazio torna alla vittoria in una stracittadina dopo 5 anni.
Quando esce dal campo Di Canio alza le tre dita al cielo mostrandole alla Tribuna Monte Mario ma soprattutto
alla Curva Sud e celebre è anche la
sua maglia con scritto: "Ci sono due modi per tornare da una battaglia: con la testa del nemico o senza la
propria". Paolo ci è tornato due volte con quella del nemico.
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