ROMA - Salta Reja, sotto la Nord, come un ultrà. Salta e balla, salta e si tiene stretto la panchina, salta e resta in sella alla Lazio, salta perché «chi non salta della Roma è, oè, oè...», gli urlava ieri la Curva. E zio Edy saltava e risaltava sventolando la sciarpa biancoceleste, alzando i pugni al cielo, col sorriso smagliante di chi se l’è goduto il derby, di chi se l’è preso per due volte di fila dopo averli persi tutti. Salta Reja in quella folla che s’ammassa intorno, era un uomo rimasto solo, ora è immerso nell’estasi e osserva tutti sbigottito. Salta e non vuole smettere di saltare questo splendido 66enne e batte le mani e saluta. Meglio piantarla con la storia dei grandi vecchi che si trascinano verso l’ultima gloria. Reja ha lo spirito di un ragazzino: ha riacceso un amore che sembrava finito ed è stato elevato al rango di santo protettore, ha riconquistato una vittoria che alla Lazio mancava da 14 anni nei derby giocati come squadra ospite. E’ qui la festa, è esplosa al 90’ ed è andata avanti a Formello sino a sera.
RIECCOLI - Salta e corre Reja sotto la Nord, lascia le orme sull’erba. Salta in mezzo al campo e quasi gli viene un colpo. Salta e il cuore gli fa bum bum, se lo tiene stretto con una mano per quanto batte. Ma è troppa la voglia di gridare e saltare, di correre e gioire con i ventimila. Salta Reja e salta tutta la Lazio, sono stati chiamati dai tifosi sotto la Nord. Erano rientrati nel tunnel a fine partita, ma i cori erano incessanti: «Sotto la Curva, venite sotto la Curva». Capitan Rocchi è piombato nello spogliatoio e ha invitato tutti ad uscire: «Eravamo tranquilli - ha raccontato Reja - poi è arrivato il capitano Rocchi che mi ha detto “bisogna ritornare sul palco”, si può dire che oggi siamo stati grandi I tifosi hanno richiamato la squadra sotto la Nord e Reja ha saltato con loro attori. Bisognava uscire e prendere ancora gli applausi del pubblico. Penso che sia la prima volta che succede, almeno per quanto mi riguarda. Dopo più di 30 anni che faccio questo mestiere non mi era mai capitato, ma Roma è capace anche di questo, di avvolgerti con grande affetto. Devo ringraziarli i nostri tifosi».
LA CORSA - Non era mai successo. Il capitano, attore non protagonista per infortunio, li ha riportati tutti sul palco mezzi nudi. Salta tutta la Lazio, salta tutta la Curva. E la festa è andata avanti a Formello, in duecento hanno atteso il pullman della squadra, hanno abbracciato Hernanes, Mauri e Klose (macchina presa d'assalto). Loro, i fenomeni che in campo saltavano come grilli. E chi non salta non se la gode.
Daniele Rindone
Rassegna stampa a cura di Cittaceleste tratta da il Corriere dello Sport
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