ROMA – Roma vs Lazio, i vip cercano di evitare i pronostici ma non rinunciano alla scaramanzia. Mancano ancora quattro giorni al derby che vale una stagione, eppure attori e personaggi del mondo dello spettacolo non si sbilanciano sul risultato. Bocche cucite insomma tra lupacchiotti e aquilotti famosi.
Curva Sud. «Preferirei non vedere questa partita – confessa Giulio Scarpati – troppo stress. Un’ansia che dura giorni, per questo forse non andrò a casa di amici ad assistere al match, seppure comodamente sul divano. Anche in caso di vittoria, però, non mi accontenterei di un derby riparatore, avrei preferito vincere altre partite, soprattutto quella contro l’Atalanta, e sorpassare i cugini in classifica. Ma non credo che quest’anno avrò gioia così grande. Con chi la vedrò? Solo con i romanisti, niente laziali altrimenti rovino l’amicizia che ho con alcuni di loro». Scarpati, per tutti “Un medico in famiglia”, non ha dubbi sul modulo da consigliare a Luis Enrique: «La Roma in campo che vorrei deve avere un solo tridente, Borini, De Rossi e Totti, questi ultimi in due fanno un Falcao. Gli avversari? Non temo la Lazio, semmai la Roma, che fa di tutto per andare in black out da sola. In caso di sconfitta è comunque un derby, mica una guerra!».
Teme, eccome, la Lazio Gianni Togni, musicista e romanista doc, che per scaramanzia vedrà il derby a casa, rito che ripete da anni: «I cugini hanno più rabbia verso i romanisti e sono più solidi – dice -. Lo ammetto, forse vincono. Ma non sia mai dovessero batterci anche in questo derby sarebbe per loro come aver conquistato la finale di Champion o un Mondiale di calcio. No, non ci voglio pensare, e faccio un pronostico: 2 a 1 per la “maggica”». Dovrà accontentarsi di un televisore in camerino, invece, Rodolfo Laganà, impegnato al teatro Augusteo di Napoli con il suo “Rinaldo in campo”. «Mi sto organizzando anche se sarà difficile. Domenica vado in scena con la pomeridiana, ma non demordo. Gobbo, suggeritori dietro le quinte, segnali di fumo della troupe, forse l’auricolare, qualunque cosa per tenermi aggiornato sulla gara dell’Olimpico». Laganà si affida a dei portafortuna: «In camerino oltre al televisore, ci saranno la foto di Di Bartolomei, noccioline e cioccolata. Sono di buon augurio – è sicuro – non a caso la Roma vince sempre. La conferma è sotto gli occhi di tutti. Non vede come sono ingrassato? Il risultato finale non c’è bisogno di pensare: due a zero per Totti & company».
Curva Nord. Niente stadio per Pino Insegno, attore, doppiatore e laziale sfegatato. «Sono un abbonato in Curva Nord, ma giocando fuori casa non mi pare il caso di andare nella tana del lupo. Così la vedrò con mio figlio Matteo, nato il 9 gennaio, più portafortuna di lui non ce n’è (il 9 gennaio del 1900 fu fondata la Ss Lazio, ndr). Chiuderò in un’altra stanza la mia compagna Alessia perché è romanista ed è giusto che stia lontana, porta male starle affianco. I pronostici? Valgono tutti. E’ un derby sereno per noi, nonostante la probabile assenza di Lulic. Male che vada pareggiamo. Scommesse? Solo con i miei amici tassisti. In caso di sconfitta dovrò pagare tanti di quei caffè che forse mi converrà aprire un bar».
Serenità e tranquillità sono anche nelle parole di Daniele Pecci: «Vedrò il match a casa da solo ma non per ragioni scaramantiche, ho solo voglia di starmene a casa a riposarmi dopo tanto lavoro. Pronostici? Meglio non farne. Vero è che la Roma va avanti a forza di nervi, ha fame e la fame è il dodicesimo uomo in campo. A noi un pareggio starebbe anche bene per loro sarebbe una sconfitta. In caso di vittoria giallorosa, ci saranno quattro canti e un carosello, ma in classifica stanno sempre sotto». Paola Turci, che per anni ha vissuto a Testaccio, covo giallorosso, preferisce il silenzio. Prima e durante la partita. «Non vedrò e non sentirò nulla – rivela al telefono dalla sua casa di Milano, dove ora vive – è questo il mio rito scaramantico, non parlarne. Ovviamente niente pronostici. “Per carità portano jella!». E di Testaccio, dove ha abitato per anni in minoranza - “ma non ero l’unica laziale in mezzo a tanti romanisti” - conserva bellissimi ricordi: «E’ stato meraviglioso, lì ho capito quanto mi voglio bene. Ogni giorno ero un continuo sfottò con Paola l’edicolante, con Marco il gommista. Ci siamo presi in giro, ma sempre con rispetto e affetto. Testaccio in fondo mi manca».
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