venerdì 9 marzo 2012

Hernanes e Klose segnano e i tifosi li acclamano


«Forza Lazio, non mollare, facci un gol!». Eccoli i gol, li hanno invocati i tifosi e sono arrivati subito. Eccone due, firme d’autore. Un piattone destro di Klose, un tiro a incrociare morbido ed elegante, la palla infilata nell’angolino...
E una bomba di Hernanes, doppio passo bailado, palla da destra a sinistra, traversa-gol. Klose e Hernanes, gli eroi del derby, hanno dato spettacolo nella partitella-show organizzata per la festa. Due gioielli regalati alla platea, ai settemila innamorati impazziti che hanno preso d’assalto Formello. Klose e Hernanes, sempre loro, una coppia da sballo, una coppia capace di segnare 21 volte in campionato (13 reti per il tedesco e 8 per il brasiliano).
LE MAGIE - Sono in grande forma, hanno regalato gol e magie ai tifosi. Nella partitella di ieri hanno regalato gol e spettacolo: stanno trascinando la Lazio nell’Europa dei grandi. Sono gli uomini-derby, colpirono all’andata (un gol a testa) e hanno colpito al ritorno (Klose s’è procurato il rigore su assist di Hernanes e il Profeta ha fatto centro). Hernanes e Klose, loro due, le bocche di fuoco della Lazio, i goleador, i campioni più cantati, quelli che stanno trascinando la squadra in alto. L’hanno lanciata al terzo posto, vogliono portarla sul secondo gradino, strappandolo alla Juventus. Klose e Hernanes, gli uomini Champions, quelli che possono assicurare la qualificazione, garantire un futuro d’oro. E’ l’anno di Miro, dona emozioni e mercoledì si è concesso un regalo. E’ stato in visita a piazza San Pietro, ha partecipato all’udienza generale di Papa Benedetto XVI, lo ha incontrato, è stato ammesso al baciamano e ha confessato alla Bild le sue emozioni: «Con il Santo Padre c'è stata una lunga conversazione, fatta di parole molto personali che credo interessino solo a noi e non agli altri. Sono un cristiano devoto e per me è stata un'esperienza incredibile. Non avrei mai pensato di poter incontrare il Papa personalmente e questo giorno non lo dimenticherò mai».
LE PROVE - Klose e Hernanes, ancora loro. Reja non può farne a meno, li ha sganciati ieri nella formazione titolare schierata contro la Primavera. Ha sfruttato la festa per testare l’undici anti-Bologna, ha impostato una Lazio a forma di 4-2-3-1. Domenica gli mancheranno nove uomini, il decimo sarebbe Zauri ma a sorpresa sta provando a recuperare per la panchina: gli esami svolti ieri hanno certificato la guarigione (si era stirato), nel pomeriggio ha incrementato il lavoro atletico. Resta l’emergenza in difesa: davanti a Marchetti è stato schierato Gonzalez come terzino destro, Diakitè e Dias erano i centrali, Garrido s’è piazzato a sinistra. Ledesma e Matuzalem facevano diga a centrocampo. Le novità si sono registrate sulla trequarti, è cambiato l’ordine dei fantasisti. Candreva è partito largo a destra, Mauri ha fatto il trequartista, Hernanes affondava da sinistra, Klose era il centravanti. Può essere una traccia da seguire, un cambiamento dettato da necessità strategiche: considerando l’arretramento di Gonzalez in difesa su quella fascia c’è bisogno di aggiustamenti. Il Bologna gioca a tre dietro, sulla destra ci sarà uno tra Garics e Pulzetti, si troverebbero davanti il Profeta. Hernanes rende di più partendo da centrale, lo dicono i numeri, si capirà nelle prossime ore se quella di ieri è stata una traccia o solo un test.
IL PIANO - Edy ha fatto le prove generali contro la Primavera, l’ha schierata con il 3-4-2-1, un modulo caro al Bologna: Makinwa e Alfaro scortavano Kozak. La partita è stata disputata nell’arco di 40 minuti (due tempi da 20’); nella seconda fase Alfaro ha preso il posto di Candreva, ha agito da centravanti con Klose alle sue spalle nel 4-2-3-1. Mauri partiva da destra, Hernanes è rimasto a sinistra, un indizio in più, porta a credere al fatto che Reja sta pensando veramente di defilare il brasiliano. Il match è finito 3-0, al festival del gol ha partecipato Alfaro, ha realizzato una bella rete di destro. Al fischio finale è rimasto in campo con Klose: il panzer gli spiegava i movimenti da effettuare. C’è sempre da imparare da uno come lui.

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