domenica 4 marzo 2012

Marchetti senza dubbi: "Il rigore c'era... Champions? E' ancora lunga, ma rimaniamo concentrati"


Fonte: Giorgia Baldinacci - Lalaziosiamonoi.it

© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Stekelenburg a valanga su Klose, espulsione, rigore. Lazio in vantaggio a sbloccare il derby. Forse è stato questo l'episodio più significativo per la Lazio, molto discusso, molto contestato. "Vorrei giocare un derby in undici", contesta Luis Enrique. Ma quel rigore sembra sacrosanto, discutere la regola che impone anche l'espulsione per fallo da ultimo uomo è altro discorso: "Il rigore è già pesante, l'espulsione penalizza due volte anche se questa è la regola", non ha dubbi Federico Marchetti, lui sa come un portiere difenda fino alla fine la sua porta, si butti su ogni pallone, morda le caviglie agli attaccanti avversari pur di lasciare inviolato il suo tempio: "Lì per lì mi sarei arrabbiato anche io se mi avessero fischiato quel rigore, ma rivedendolo c'era assolutamente", ha dichiarato il portiere biancoceleste ai microfoni di Sky. Doppietta di derby, la vittoria del gruppo, la vittoria di Reja, quel mister che dopo le dimissioni si è trovato ancora più legato ai suoi tifosi, ai suoi ragazzi che sempre lo hanno sostenuto:"Il merito è della squadra se Reja è rimasto, e noi non ci siamo mai fatti condizionare da tutto quello che è successo - continua Marchetti - Abbiamo mantenuto la lucidità necessaria contro la Fiorentina e nel derby, abbiamo vissuto questa settimana con serenità. Il mister si merita tutto questo, sta vincendo i derby con continuità. Quella di oggi, fuori casa, è una grande soddisfazione per lui". Le emozioni che ti regala vincere il derby non si può descrivere, ma questo derby significa molto di più. Significa legare ancor di più Reja a questa Lazio, a questa squadra, a questi tifosi. Significa vincere due derby nella stessa stagione e a quindici anni di distanza non è poco. Significa veder poco a poco materializzare quel sogno chiamato Champions, terzi da soli, a due punti dall'Udinese. La corsa della Lazio non si ferma: "E' ancora lunga, mancano dodici partite ma siamo in una posizione privilegiata. Siamo terzi da soli ma sappiamo che ci sono Udinese e Napoli che sono vicine. Dovremo mantenere alta la concentrazione perché il campionato non è finito. La Roma è a 10 punti, non è ancora fuori dalla corsa alla Champions. Rimaniamo concentrati e affrontiamo tutte le gare con la testa giusta". Ha ancora un sogno non realizzato Federico, spera ancora in quella convocazione in Nazionale che stenta ad arrivare: "Mi dispiace di non essere stato convocato, rimane il mio obiettivo e lavorerò sempre per farmi trovare pronto, le scelte le fa il ct". Continuare a lavorare e a sperare, Marchetti non molla, al ricordo di quell'anno terribile che ha vissuto a Cagliari sa che non esiste mollare: "Per come gioco mi prendo tanti rischi, ma alla lunga paga perchè aiuta i difensori e tutta la squadra. Non sono il tipo che elemosina una convocazione, ma dopo l'anno difficile che ho vissuto, una soddisfazione sarebbe stata gradita".

Nessun commento:

Posta un commento