ROMA - Lo difendono solo tre tifosi su dieci, scarsa popolarità, indice di gradimento al ribasso. Il sondaggio lanciato on line dal Corriere dello Sport-Stadio inchioda Lotito: la percentuale dei voti contrari supera il 70 per cento (71,4 per la precisione).Perché i tifosi non lo amano? E’ un dibattito da riaprire e da approfondire. Per adesso il presidente della Lazio si è sottratto, ha preferito non rispondere, eppure avrebbe avuto (e avrà ancora) tutte le possibilità per replicare e spiegare, per rispondere alle critiche che gli sono state mosse, in primo luogo dai suoi tifosi a cui dovrebbe tenere, perché una società di calcio produce emozioni e divertimento, comunica e si rivolge alla gente, il vero core business dell’attività. Solo per un attimo, quando erano quasi le quattro del pomeriggio, Lotito ci ha pensato: «Ho tutti contro?» ha chiesto. No, è stata la risposta: settanta e trenta la media mantenuta con costanza da quando è stato aperto il sondaggio, già nella serata di lunedì. «Ne parliamo dopo» ha aggiunto. Sembrava quasi un’apertura e ci ha allargato il cuore, non perché pendessimo dalle sue labbra, ma perché ogni presidente ha bisogno di avvicinarsi alla gente, e non di allontanarsi, e per una volta sembrava disponibile al dialogo, deciso ma aperto. Due ore più tardi la chiusura secca, quasi brutale, figlia del meccanismo auto-difensivo che gli scatta con immediatezza ogni volta in cui è chiamato a rispondere. Si sente attaccato anche quando gli viene data la possibilità di replica, è come se volesse intorno solo adulatori e interlocutori che rinunciassero alle domande scomode. «No, non parlo, non rispondo». Attimo di respiro e poi non ce l’ha fatta a resistere, è sbottato. «Le indagini statistiche le ho fatte io e per altri motivi. Ho un gradimento sul territorio nazionale del 78 per cento, sale all’84 (sotto un’altra voce che non abbiamo compreso tanto parlava veloce, ndr) e del 67 per le capacità imprenditoriali». Ha sventolato i suoi numeri prima di chiudere perché il tema evidentemente lo soffre e deve aver toccato i punti dolenti, che intimamente soffre ed all’esterno combatte. Un chiaro richiamo alla lazialità soppressa, questo è stato il suo sfogo. Così ha continuato tutto d’un fiato. «Non me ne frega niente dei Pulici di turno... Non mi sottopongo ai test di gente che non conta nulla» ha risposto testualmente, dove il nulla sostituisce il francesismo che tutti possono immaginare...
BERLUSCA - Fedele al suo stile, così ha chiuso la telefonata, ma non possono interrompersi le riflessioni. Con due considerazioni di rilievo. Lotito ci perdonerà, ma ci ha fatto venire in mente Berlusconi e i suoi sondaggi. Se ne ha diversi e certificati, pronti a recepirli e magari a pubblicarli. Attraverso il sito del Corriere dello Sport-Stadio abbiamo potuto constatare gli esiti del nostro sondaggio. Di sicuro Lotito non lascia indifferenti: ieri sera alle 22 era a un soffio da quota 10 mila voti, sfiorando i record di contatti, ma non con percentuali positive. Più del 70 per cento critica il suo modo di condurre la Lazio, meno del 30 per cento dei tifosi (28,6 per l’esattezza) lo approva.
LAZIALITA’ - Lotito, però, non ne ha voluto parlare e non solo perché è squalificato e preferisce evitare interviste. Questo è un tema che abbraccia i suoi otto anni di gestione, non ci sono controindicazioni disciplinari che impediscano risposte. Nella rabbia del momento, è scappato dal problema, non lo ha voluto affrontare. «Non me ne frega niente dei Pulici di turno e non mi sottopongo ai test della gente che non conta» sono parole che suonano come un affronto nei confronti dei tifosi e della storia della società, fatta anche e soprattutto da un laziale vero come Felice, di serietà e competenza indiscutibili. Gli era stato accanto nei primi due anni di gestione, ancora soffre il suo distacco dalla Lazio perché una domenica sera, era quasi mezzanotte, non riuscì a trattenersi al telefono e lo mandò a quel paese. Forse il presidente se lo ricorda e un pochino ancora gli brucia.
Fabrizio Patania
Rassegna stampa a cura di Cittaceleste tratta da il Corriere dello Sport
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