mercoledì 24 ottobre 2012

La Lazio si affida alle mani di Bizzarri



La storia si ripete. Come un anno fa, Marchetti  si fa male e tocca a Bizarri sostituirlo. D’altronde, come riporta l’articolo del Corriere dello Sport a firma Alberto Abbate, per lui giocare in Coppa è un habituè. Delle 18 presenze totali con la Lazio, 9 sono state timbrate in Europa. Definirlo il vice di Marchetti sarebbe riduttivo. Quando è stato chiamato in causa, Bizzarri ha sempre brillato di luce  propria.
LA CARRIERA – Bizzarri è alla Lazio da tre anni, dopo aver giocato per una stagione anche con il Real Madrid con cui vinse una Champions League. Arrivato da Catania con la convinzione di essere il titolare, si è dovuto inchinare prima a Muslera e poi a Marchetti.”Io e Federico abbiamo un ottimo rapporto – ripete spesso, Albano – e fra noi c’è solo una sana competizione che ci porta a migliorarci reciprocamente. Tutti e due siamo venuti a Roma per giocare, poi decide il mister. Non posso dire che altrove sarei titolare e non mi importa. Ciò che conta è aiutare la squadra quando vengo chiamato in causa” .
IL RINNOVO – Bizzarri ha sposato in toto la causa Lazio.  A 34 anni avrebbe potuto cercare una squadra che lo facesse giocare titolare, invece ha deciso di restare e ora è chiamato a proteggere la porta dei biancocelesti nel corso di questo ciclo terribile. Fino al 2014 non si muoverà da Roma: “Ho rinnovato – confidava euforico a luglio – perché credo in questo gruppo e in questa squadra. Il mio obiettivo è quello di giocare più partite possibili e divertirmi tanto con questa nuova Lazio così propositiva” . Di lui lo spogliatoio apprezza non solo le capacità tecniche, ma anche le doti umane: “E vero, il gruppo mi apprezza perché cerco di dare la carica, anche quando non gioco. E io ringrazio sempre i miei compagni, che mi sostengono sempre nei momenti di difficoltà” .
L’ITALIA – Nel nostro paese si è ambientato come meglio non poteva: “L’Italia era nel mio destino” , racconta Bizzarri. Vive a Vigna Clara, il quartiere dove vive, è l’amico di tutti. Lo intravedi per la strada a parlicchiare col portiere di casa. O semplicemente passeggiare per i vicoli. A suo agio, come un vero romano. Un giorno potrebbe tornare in Argentina: ha acquistato una tenuta e una fattoria. Ma c’è tempo. El Joven Arquero ha ancora tanto da dare alla Lazio.

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