martedì 6 marzo 2012

IL DERBY DELLA RIVINCITA



IL DERBY DELLA RIVINCITANon ho più la voce, ma almeno la tastiera funziona bene. Ho urlato ieri. Non  come all’andata, ma ho urlato parecchio.
Seconda vittoria della prima squadra della Capitale, ennesima sconfitta per il duo Totti-De Rossi che, rosicante, l’ha buttata un’altra volta in caciara. Ma poco me ne cale: l’aquila è tornata dopo 14 anni a vincere entrambi i derby in campionato. Ed è giusto così. Roma-Lazio, in realtà, era già vinta ancor prima di cominciare. L’ha vinta la Nord con quella spettacolare coreografia, l’ha persa la Sud con quel triste sventolio di bandiere a casaccio. Che tristezza… Sul campo invece la Lazio, seppur decimata, ha dato ancora prova della propria forza anche con i panchinari: Garrido si è ben comportato sulla fascia sinistra e Scaloni sulla destra non ha mostrato un minimo di timore reverenziale. Ha lottato, Lionel. Giù, su ogni pallone e su ogni centimetro del rettangolo di gioco salvo poi esagerare (o forse no?!?) nell’entrata su Bojan che gli è costata l’espulsione. Ma poco importa… Devo fare i complimenti a questi due ragazzi, ma soprattutto a Scaloni, che ha dimostrato un attaccamento impressionante alla maglia biancoceleste e alla tifoseria. A fine partita si è scaraventato come un pazzo sotto la Nord con la sciarpa degli Irriducibili al collo, urlando e saltellando di gioia come non avevo mai visto fare prima. Un altro scatenato con la sciarpa al collo è stato mister Reja. Il tecnico goriziano stato uno dei più paparazzati, ma non si indisposto, anzi… Ci ha deliziati con un vero e proprio book fotografico, alla faccia dei rosiconi. Era raggiante Edy, e ne aveva ben donde: si è preso la sua rivincita, nonostante tutto. Ha dichiarato che è orgoglioso di questa squadra, e noi siamo orgogliosi di lui. E fortuna che era l’amuleto della Roma, a detta di qualcuno…
Parlando di calcio giocato, invece, la partita in sè e per sè non è mai stata in discussione: tutto quest’equilibrio palesato dai giornalisti, io francamente non l’ho ravvisato. Sì certo, la Roma in 10 non se l’è cavata male, ha fatto quello che poteva; Marchetti però non ha dovuto compiere un intervento, mentre Lobont è stato parecchio impegnato, prima sulla discesa di Hernanes e poi sulla botta di Gonzalez, episodi che potevano chiudere la partita. Finalmente dopo tanti anni le gerarchie sono state ristabilite: la nobiltà capitolina ha ripreso il comando della città. La città che nel 1900, ha visto nascere in Piazza della Libertà, la prima squadra della Capitale: la S.S. Lazio.
Vola, aquila mia… E non ti fermare più.
THOMAS BERARDI

Nessun commento:

Posta un commento