Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
“La felicità dell’andata è stata esaltante, questa è pura perché ormai ci siamo abituati a vincere le stracittadine”. Inno alla goia, Edy Rejaparla e sono parole melodiose, piene d’orgoglio e soddisfazione. Lui che il derby non sembrava riuscire a vincerlo, sembrava non riuscire ad infrangere la maledizione: ad ottobre Klose all’ultimo respiro, ieri Hernanes e Mauri e un trionfo in casa giallorossa che non arrivava da 14 anni, Edy si sta specializzando nel frantumare tabù. E allora perché non sognare? La zona Champions, ora, è nelle mani della Lazio. La Roma è quasi fuori dalla corsa, così come l’Inter. Ma adesso non è tempo di calcoli, è solo il momento di godersi la vittoria più bella, nella partita più attesa. Edy Reja, stanotte, finalmente è riuscito a prendere sonno, tanti i complimenti che sono arrivati al mister. “Dopo una settimana d’insonnia, finalmente ho dormito bene, mi sono alzato sereno: ieri è stata una grande gioia, tanti amici mi hanno mandato messaggi e ho ricevuto telefonate, ringrazio tutti e abbraccio tutti. Ma giro i complimenti ai ragazzi, che interpretano sempre bene le gare, con il piglio giusto. Messaggi dai colleghi? No, solo Agostinelli che ringrazio. Gli faccio anche i complimenti per il suo equilibrio quando fa le telecronache”. Al fischio finale di Bergonzi la gioia è stata immensa, la squadra è corsa sotto la Nord una prima volta, poi il ritorno negli spogliatoi prima di una nuova incursione sotto la curva. C’era anche Reja con i giocatori, Edy si preso l’abbraccio del popolo biancoceleste. “Mi ero meravigliato della richiesta, perché non mi era mai capitata una cosa del genere. Negli spogliatoi, ci siamo guardati negli occhi anche con Lopez e Febbrari e abbiamo deciso si andare sotto la Curva a cantare e festeggiare. E’ stata una soddisfazione e un’emozione particolare. La dedico a mia figlia Elisabetta che oggi compie gli anni”. A gioire sotto la Nord c’erano tutti, anche gli infortunati che non hanno potuto giocare la stracittadina. Simbolo di un gruppo forte, Radu e Rocchi abbracciati ai compagni, a condividere una soddisfazione immensa con i tifosi. “Questo aspetto del gruppo ci ha sempre contraddistinto, c’è sempre stata unità d’intenti nella squadra. Certo poi io devo fare delle scelte e qualcuno può storcere il naso, ma poi capiscono sempre perché sono tutti ragazzi intelligenti. Sono un grande gruppo, a livello soprattutto umano”.
GRUPPO DI FERRO PER PUNTARE AL MASSIMO - La squadra, tutta, si è sacrificata, ha giocato contro l’emergenza: otto indisponibili, non sono uno scherzo per nessuno, ma la Lazio sa come fronteggiare i problemi e oggi Reja non perde occasione per fare i complimenti a Garrido e Scaloni, due comprimari che, ieri, sono diventati protagonisti. “Sono stati degli artefici importanti, entrare da titolari nel derby non è facile. Scaloni ha personalità, ha mestiere, non avevo dubbi su di lui. Garrido è un ragazzo sensibile e su lui avevo qualche punto di domanda ma è andato benissimo. E’ rimasto attaccato a questi colori, si è sempre allenato al meglio e spero che adesso possa togliersi le soddisfazioni che merita. La difesa ha fatto bene? Loro non hanno tirato in porta granché, è stata una partita di ordinaria amministrazione. Ma il centrocampo ha fatto ottime cose, c’è stato filtro, quando c’è equilibrio in mezzo, poi in difesa si lavora meglio.Ledesma e Matuzalem hanno fatto un lavoro impressionante. Sapevamo che Totti si tirava fuori dalle linee, una volta scalava Ledesma, una volta Matu per non lasciargli spazi”. Un piccolo rimprovero, però, Reja lo manifesta. Ma poi manifesta ancora il suo orgoglio. “Una volta in vantaggio siamo arretrati un po’ troppo e invece mi sarebbe piaciuto vedere la squadra pressare alto, aggredirli. Non deve succedere che subentri questo aspetto psicologico, dobbiamo continuare a giocare con intensità e loro hanno preso un po’ il sopravvento. Loro hanno qualità, ma siamo stati più forti. Se fossimo rimasti in parità numerica, la partita sarebbe stata più bella ma credo che avremmo vinto lo stesso”. Ancora Klose decisivo, dopo il gol all’andata, il tedesco ha propiziato rigore ed espulsione di Stekelenburg. “Ha uno scatto impressionante, s’ingobbisce e va, arriva sempre prima degli altri. Credo sia uno dei più veloci nei 10-20 metri, inutile poi ribadire che parliamo di un grande campione, in tutti i sensi”. Nota di merito, doverosa, anche per colui che ha deciso la sfida e cioè Stefano Mauri. “Era normale calasse ad un certo punto della partita, ha fatto due partite in tre giorni dopo quattro mesi, contro Atletico e Fiorentina. Poi ieri era nella norma che il suo rendimento scendesse di tono. Stavo pensando di far entrare Alfaro al suo posto e invece ha segnato, quindi il destino ci ha dato una mano”. Un pensiero è anche per la questione degli ululati a Juan: "Mi dispiace sentire certe cose, non vorrei che succedesse. Mi ha fatto piacere, invece, vedere i miei giocatori che andavano a tranquillizzare l'avversario. Dà l'idea dello spessore umano di questo gruppo". Dopo la vittoria nel derby, in molti hanno cominciato a sognare: la Juve è lì a tre punti, il Milan a sei ma gli scontri diretti con i rossoneri dicono Lazio. Reja rimane cauto, anche se non si nasconde. “Io vorrei che si riconoscessero i valori di questa squadra. Noi dobbiamo andare in campo sempre per vincere. Adesso godiamoci questo risultato, ma già con il Bologna sarà dura e poi c’è il Catania che è la rivelazione del campionato. Noi dobbiamo pensare a fare il meglio possibile, a raggiungere il massimo, poi se non ci riusciremo vuol dire che gli avversari saranno stati più bravi di noi”.
DUETTO CON IL PROFETA – Quando gli si chiede della prestazione di Hernanes, Reja s’infiamma. Il Profeta sta regalando prestazioni di spessore, di talento e sostanza. Un altro gol nel derby, il terzo in cinque stracittadine, la media è pazzesca Il Profeta è sempre più uomo-derby. “Ha messo in campo grande sacrificio, corsa, attacco degli spazi, certo ha avuto due palle che doveva concludere meglio e uno come lui non deve farsi chiudere. Ma ha fatto una prestazione importante”. Sugli elogi di Reja, interviene proprio lui, Hernanes. “Si è vero potevo e dovevo fare quel gol, quando ero lanciato a rete. Ma per fortuna abbiamo vinto e meno male che abbiamo portato a casa il risultato sennò era un macello (ride ndr)”. Nelle fase finale di gara, per dare anche respiro a Mauri, Hernanes si è spostato a sinistra, ha fatto quasi il terzino. “Lui ha fatto il quarto di sinistra, rincorrendo, dando equilibrio alla squadra. Quest’anno, rispetto allo scorso anno ha molta più corsa, è molto più disposto al sacrificio. Ma può ancora migliorare. Lui ha grande intelligenza, è curioso, non smette mai d’imparare. Uno con questa testa, può solo migliorare”. Nel duetto tra tecnico e fantasista, Hernanes dà ragione a Edy. “E’ vero posso fare sempre meglio, spero di fare sempre di più, di dare sempre un apporto maggiore alla squadra. Io voglio essere utile alla squadra”. Parola di Profeta: Hernanes sottolinea quello che è stato il vero salto di qualità della Lazio in questo campionato. “Sono felice perché nelle partite decisive quest’anno portiamo a casa risultato, mentre l’anno scorso spesso faticavamo in certe gare”. Reja gli fa eco. “Sono d’accordo, possiamo anche soffrire ma questa squadra dà sempre tutto, però quando perdiamo, perdiamo male ma sono convinto non capiterà più. Abbiamo acquisito una certa esperienza”. Reja chiude il duetto con Hernanes lanciando aneddoti curiosi. “Parla un italiano perfetto e gli faccio i complimenti. Lui con la sua testa non si ferma mai, studia la chimica, storia, spero non si sprema troppo (ride ndr). Si ferma solo quando c’è da mangiare, lì non capisce più nulla. Ma devo dire che, nonostante questo, non ingrassa di un etto”. Il Profeta ha trepidato fino all’ultimo, ma c’è stato un momento in cui ha capito che il derby aveva preso i binari giusti. “Quando il colpo di testa di Totti è uscito di poco, lì ho pensato questa è nostra”. La dedica è tutta per i tifosi laziali. Il derby è per loro, l’ha detto ieri Mauri e lo ribadisce oggi Hernanes. “Quello che mi ha colpito di più è vedere i tifosi a Madrid, sentire che erano con noi nonostante l’eliminazione e ieri è stato giusto uscire di nuovo per festeggiare con loro. E’ stata un’emozione bellissima da vivere”. Dopo l’espulsione di Scaloni doveva uscire, ma non ci pensava proprio ad abbandonare il campo: “Non ci ho capito molto lì (ride ndr), c’è stato un malinteso. Ma è stato divertente”.
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