Il freddo tagliente, il fumo che esce dalle ciminiere e in sottofondo il rumore della ferrovia che collega Colonia a Moenchengladbach. Partirà da qui la scalata all’Europa della Lazio. Partirà dal “Borussia Park”, un gioiello inspiegabilmente scartato dai mondiali del 2006. Un impianto mozzafiato e 54 mila anime unite e compatte a tifare per i “Puledri”. Come riporta il Corriere dello Sport, i ragazzi di Favre ci credono, vogliono fare uno scherzo ai biancocelesti e, perché no, provare a riportare questa società ai fasti degli anni ’70, quando da queste parti era la più temuta. Cinque trionfi in Bundesliga, due Coppe Uefa e una finale di Coppa dei Campioni persa nel ’77 contro il Liverpool proprio nell’Olimpico di Roma. Era il Borussia di Simonsen, il danese volante che proprio nel ’77 vinse il Pallone d’Oro, quello di Vogts e Heynckes. Campioni, gioielli, che infiammano i tifosi con tanti gol e un gioco spumeggiante.

QUEL 7-1 CANCELLATO – Non è la prima volta che da queste parti vedono arrivare un’italiana, anzi. Tra le tante, i tifosi più maturi hanno ancora negli occhi quel mirabolante 7-1 – un risultato sempre gradito – rifilato all’Inter, che l’avvocato Prisco riuscì ad annullare a causa di una lattina lanciata a Boninsegna. E chissà che tutto il livore accumulato in quella circostanza, il M’Gladbach non lo tiri fuori questa sera per battere la Lazio. Petkovic ha già preso le contromisure, vuole una Lazio perfetta e per dimostrarlo non ha pensato neanche un attimo alla parola “turn over”. Ci saranno tutti i big disponibili, Petko vuole arrivare in fondo all’Europa League, vuole riportare la Lazio ai fasti europei di un tempo. Sa che i suoi uomini non si faranno intimorire dalla bolgia del “Borussia Park” e magari spera che nella gara di ritorno a soffiare sul collo dei “Puledri” ci possano essere molto più dei 54 mila che stasera remeranno contro i suoi uomini.
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