Fonte: Marco Ercole - lalaziosiamonoi.it
ROMA – È nei momenti di bisogno che si deve tirare fuori il meglio di sé, senza lasciarsi trasportare dagli eventi e prendendo in mano il proprio destino. Quando si sta con l’acqua alla gola, quando la situazione è di completa emergenza, allora, a quel punto, si deve ricorrere a qualcosa in più dell’ordinaria amministrazione. In questi casi serve qualcosa di fuori dalla norma, serve che anche chi magari fino a quel momento ha recitato solamente un ruolo da comprimario, possa prendersi la scena e rivelarsi una piacevole sorpresa. In questa stagione la Lazio ha vissuto praticamente sempre in una situazione di emergenza, sempre con la rosa agli sgoccioli a causa di una incredibile serie di infortuni che ha letteralmente perseguitato gli uomini di Edy Reja. Il goriziano, dall’alto della sua esperienza, ha fatto di necessità virtù e così, a fronte della tantissime assenze, è riuscito comunque a creare un gruppo che ha saputo compattarsi contro le difficoltà gettando il cuore oltre l’ostacolo.
IL SEGRETO DI REJA È IL GRUPPO – A simbolo di tutto ciò, l’allenatore biancoceleste ha scelto due volti, due “gregari” che oggi, proprio nella partita più importante, hanno dimostrato di essere all’altezza di una rosa che al momento è terza forza di questo campionato: «In questa stagione siamo stati spesso in emergenza, ma devo dire che tutte le volte che sono andato a pescare tra le seconde linee non è mai andata male. Oggi Scaloni e Garrido hanno fatto una grande prestazione e dobbiamo fare loro solamente i complimenti anche perché non giocando spesso non è semplice farsi trovare pronti». Scaloni e Garrido appunto, la necessità, due giocatori sui quali in pochi avrebbero scommesso, ma che questo pomeriggio sono risultati determinanti ai fini del risultato. Alla vigilia, il grande lavoro sulle fasce della squadra di Luis Enrique aveva creato non poche preoccupazioni, soprattutto considerando le contemporanee assenze dei tre terzini titolari Radu, Lulic e Konko, ma i due difensori esterni “di riserva” se la sono cavata egregiamente risultando tra i migliori in campo al termine della partita.
LIONEL SCALONI – L’argentino, nonostante l’espulsione che ha lasciato la Lazio in dieci nei minuti finali, ha disputato una gara praticamente perfetta dando continuità alla grande prestazione con la Fiorentina. Era la sua “prima volta” dall’inizio in una stracittadina romana e lui con la sua grande esperienza e il suo straordinario carisma (è stato bellissimo vedergli fare cinquanta metri di corsa per andare a far notare all’arbitro che Stekelenburg avrebbe dovuto essere espulso) è riuscito a dare un contributo fondamentale con tanti ringraziamenti per Reja: «È bello vincere due derby di fila ed è importante soprattutto per il mister, se lo merita come tutti noi. Adesso possiamo anche guardare avanti verso la Juventus…». Parole da leader, e da chi di partite importanti ne ha già giocate tante quelle dell’ex giocatore del Deportivo La Coruña, che adesso vuole che la sua Lazio possa prendere maggiore consapevolezza della propria forza per proiettarsi in avanti, con ambizioni che non devono più fermarsi al raggiungimento del terzo posto.
JAVIER GARRIDO – Chi invece partiva da una posizione ancora più defilata era il terzino sinistro Javier Garrido, che seppur non avesse sfigurato nelle precedenti (poche) occasioni nelle quali è stato chiamato in causa, oggi è riuscito, forse per la prima volta da quando veste la maglia della Lazio, a convincere a pieno con una prestazione di quantità e qualità. «Oggi è un giorno da godersi con tutta la squadra e con tutti i laziali», ha spiegato lo spagnolo al termine della partita dopo aver ricevuto i giusti e meritati complimenti da parte di tutti per essere stato uno dei migliori proprio nella sfida più attesa: «Partecipare a queste gare è bellissimo – ha spiegato ai microfoni di LazioStyleRadio – e fare una buona prestazione è importante». Onore dunque a questi gregari, perché è anche e soprattutto grazie a loro che la Lazio è riuscita a rimanere viva in un periodo in cui le assenze hanno pesato come un macigno. È anche per merito di gente come Garrido e Scaloni che il gruppo biancoceleste è diventato granitico e impermeabile a qualsiasi forma di disturbo, sia che essa arrivi dall’interno che dall’esterno. Sono loro la forza della Lazio, dove tutti sono importanti e nessuno è indispensabile.
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